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Artefici del Nostro Destino
Conciliare lavoro e vita familiare è possibile

Uno dei problemi all’ordine del giorno per le famiglie del nuovo millennio è riuscire a conciliare il lavoro con la vita a casa. Riuscire a dare il meglio di se in entrambi gli ambiti può sembrare impossibile: negli ultimi anni molte aziende hanno aderito a politiche familiari a favore del lavoratore, ma la strada per il “compromesso” perfetto sembra ancora lunga.

Ed è proprio questa strada il tema del libro “Artefici del nostro destino” di Nuria Chinchilla. Direttore del dipartimento di Work and Family dello IESE Business School, l’autrice ha da sempre lavorato per la riscoperta dell’equilibrio tra lavoro famiglia e vita personale e per l’efficacia individuale volta alla competitività aziendale. Negli anni è diventata un punto di riferimento mondiale sull’argomento.

La prospettiva del volume è di per sé originale: per affrontare la conciliazione tra ambito professionale e familiare non ci si può limitare a cambiare, o a sperare di cambiare, i vincoli aziendali e societari, ma è necessario partire dai lavoratori.

L’idea di base è che solo accettando se stessi, i propri limiti e le proprie potenzialità si riesce ad essere efficienti e sicuri nella vita: il percorso delineato nel libro è, quindi,  un manuale di lavoro su se stessi prima che sugli altri. Il traguardo è quello di cambiare il singolo per poter migliorare anche l’ambiente circostante e creare il giusto equilibrio tra “tempi professionali” e “tempi di vita”.

Raggiungere questo obiettivo è possibile se il lavoratore stesso ha ben chiaro il proprio valore irripetibile: solo così potrà rivendicare il diritto di essere considerato all’interno dell’azienda attore e non solo uno strumento utile, una risorsa umana, da cui acquisire qualche utilità.

L’autrice dà ampio spazio anche al concetto di Impresa Familiarmente Responsabile (IFR): iniziando da una precisa analisi della situazione del personale dell’azienda, è più semplice individuare efficaci politiche di conciliazione che mettano al centro l’etica come criterio imprenditoriale.

In questa prospettiva , il valore aggiunto da recuperare è quello di una sussidiarietà tra le famiglie, le aziende e la società, che pur mantenendo le peculiarità e le prerogative di ciascuno si muova in senso positivo e proattivo per il benessere comune.

Un libro “concreto”, ricco di spunti e consigli pratici su come iniziare a migliorare se stessi e la qualità della propria vita, riscoprendo che è possibile vivere con serenità e appagamento sia il mondo lavorativo che quello familiare. 

 

 

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Giugno/Luglio 2011

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