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Insieme anche sul lavoro.
Mantenere i giusti equilibri quando si condivide famiglia e attività professionale
Lavorare insieme al proprio marito può aggiungere una nuova dimensione alla vita a due. Attenzione però: il rischio di “confondere” la vita familiare con quella lavorativa – con risvolti anche negativi – è sempre dietro l’angolo.
Utilizzando alcune facili strategie si può gestire la situazione con buona pace di tutti.
Separate il “Lavoro” dalla “Casa”
Per la coppia che lavora insieme e vive insieme tenere distinto il lavoro dalla vita di coppia sarà essenziale. Quando varcate la soglia di casa spegnete un interruttore e accendetene un altro. Lasciate cioè fuori dalle mura domestiche i problemi e le questioni dell’ufficio. L’unica possibilità che avete di non rovinare il clima familiare e salvaguardare il vostro rapporto è quella di non transigere su questo punto. So che è molto difficile – quasi impossibile – ma non ci sono alternative.
Al lavoro dopo la gravidanza
Mamme, conoscete i vostri diritti?
In Italia lavora il 46, 4% delle donne, a fronte del 68,3% degli uomini. Questi i dati relativi al 2009, che ci vedono penultimi nella classifica dei 27 stati Europei (dietro di noi, solo Malta).
Le motivazioni di tale disparità vanno cercate prima di tutto nell’atteggiamento che il mondo lavorativo italiano ha nei confronti delle donne: una donna su quattro, dopo la prima gravidanza, lascia, o è obbligata a lasciare, il proprio posto di lavoro. Secondo una ricerca di Manageritalia le cause sono prevalentemente tre: perdita di influenza e ruolo, ristagno economico e, in molti casi, vero e proprio mobbing.
La situazione è questa, ma qualcosa si può fare per assicurarsi di non dover scegliere tra lavoro e figli e ritrovare al proprio rientro un impiego appagante e sicuro come l’avevamo lasciato.
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