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Archivi per la categoria ‘Lavoro’

Congedo di paternità
Ecco come funziona per i papà che intendono rimanere a casa per accudire il figlio

La tendenza, in costante aumento da 50 anni, delle famiglie italiane è di avere entrambi i coniugi lavoratori. Al momento della nascita di un figlio, quindi, il problema è: chi resta a casa con lui? La risposta nel 90% dei casi è la mamma, che per legge ha diritto ad astenersi dal lavoro nei due mesi precedenti e nei tre successivi al parto percependo l’80% del proprio stipendio.

In aggiunta sono stati introdotti anche i “congedi parentali” che, non facendo distinzione tra padre e madre, tendono a garantire lo stesso diritto ad entrambi i genitori di occuparsi dei propri figli.
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Colloqui di lavoro in azienda
Cosa fare per avere una marcia in più

Dopo aver inviato un numero indefinito di curricula alle più disparate multinazionali, società di consulenza, studi legali o altro; dopo esservi arrovellati ore ed ore sulla pertinenza dei contenuti e sulla forma della vostra lettera di presentazione, ecco finalmente che all’improvviso, in un giorno qualunque – come per magia – compare nel vostro orizzonte un barlume di speranza: il telefono squilla. Siete stati convocati per un colloquio di lavoro!

L’euforia iniziale cede però presto il passo ad un’infinità di dubbi e di incertezze.

Per tutti il copione è sempre lo stesso: “Cosa  mi chiederanno?”; “Come devo vestirmi?”; – “Mi sceglieranno?”…

Inutile proseguire con l’elenco: è bene invece trovare una soluzione.
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Insieme anche sul lavoro.
Mantenere i giusti equilibri quando si condivide famiglia e attività professionale

Lavorare insieme al proprio marito può aggiungere una nuova dimensione alla vita a due. Attenzione però: il rischio di “confondere” la vita familiare con quella lavorativa – con risvolti anche negativi – è sempre dietro l’angolo.

Utilizzando alcune facili strategie si può gestire la situazione con buona pace di tutti.

Separate il “Lavoro” dalla “Casa”

Per la coppia che lavora insieme e vive insieme tenere distinto il lavoro dalla vita di coppia sarà essenziale. Quando varcate la soglia di casa spegnete un interruttore e accendetene un altro. Lasciate cioè fuori dalle mura domestiche i problemi e le questioni dell’ufficio. L’unica possibilità che avete di non rovinare il clima familiare e  salvaguardare il vostro rapporto è quella di non transigere su questo punto. So che è molto difficile – quasi impossibile – ma non ci sono alternative.

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Al lavoro dopo la gravidanza
Mamme, conoscete i vostri diritti?

In Italia lavora il 46, 4% delle donne, a fronte del 68,3% degli uomini. Questi i dati relativi al 2009, che ci vedono penultimi nella classifica dei 27 stati Europei (dietro di noi, solo Malta).

Le motivazioni di tale disparità vanno cercate prima di tutto nell’atteggiamento che il mondo lavorativo italiano ha nei confronti delle donne: una donna su quattro, dopo la prima gravidanza, lascia, o è obbligata a lasciare, il proprio posto di lavoro. Secondo una ricerca di Manageritalia le cause sono prevalentemente tre: perdita di influenza e ruolo, ristagno economico e, in molti casi, vero e proprio mobbing.

La situazione è questa, ma qualcosa si può fare per assicurarsi di non dover scegliere tra lavoro e figli e ritrovare al proprio rientro un impiego appagante e sicuro come l’avevamo lasciato.
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Il tuo datore di lavoro è amico della famiglia?

Nonostante qualcuno tenti di convincerci del contrario, non siamo fatti a compartimenti stagni.
A maggior ragione questo è vero per quanto concerne la capacità di conciliare vita familiare e vita lavorativa.
Non è forse vero, infatti, che in ufficio siamo più distratti – e quindi meno produttivi – se abbiamo avuto una forte discussione a casa con il nostro coniuge oppure se siamo preoccupati perché nostro figlio non sta bene?
Quanto incide, invece, sul clima domestico un periodo di forte tensione con capi o colleghi o l’accumulo di fatica e stress per un progetto importante di cui siamo responsabili?
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Giugno/Luglio 2011

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